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Acne da mascherina : come gestirla e combatterla

  La guida pratica su come curare questo fastidioso inestetismo in attesa di tornare a sorriso scoperto Ormai tanto diffusa da aver acquisito un nome proprio : maskne , una fantasiosa  fusione tra la già fastidiosa e purtroppo conosciutissima acne e il termine mask (mascherina in lingua inglese)  . Come ben sappiamo negli ultimi due anni quest’ultima è stata inevitabile compagna di uscite al fine di proteggere noi stessi e gli altri , ma tra le altre cose non sono mancati sgradevoli effetti collaterali quali appunto la comparsa di segni , rossori , dermatiti e soprattutto brufoli localizzati nella zona da essa nascosta . L’ acne da mascherina si distingue dalla classica acne principalmente appunto per la sua collocazione , che interessa in particolare modo l’area delle guance e  del mento ( in rari casi del naso e contorno labbra ) , le quali risultano sacrificate dal presentarsi di piccoli brufoletti biancastri apparentemente più in superficie rispetto alla seconda. Essa può riguard

SESSO: A 30 anni ancora single...da cosa dipende???




Single a vita o quasi…Le nuove generazioni sono affette da “sindrome del celibato”, ovvero un’insolita tendenza a rimandare i legami sessuali e affettivi ben oltre i 30 anni. 
Le ricerche effettuate negli ultimi anni sui giovani adulti  italiani evidenziano un trend al negativo in fatto di relazioni: non ci si innamora. La stessa cosa sta succedendo ai Millennials americani, che secondo i dati riportati dall’Atlantic fanno molto meno sesso rispetto ai baby boomers, calo riscontrato anche in alcuni Paesi europei. Questo crescente disinteresse ha a che fare solo a metà con la spinosa questione dei figli, che incide soprattutto sulle donne lavoratrici. E in questo è sempre il Giappone che detta la “tendenza”. Un giorno finiremo per disamorarci anche noi? Meno interessati al sesso. O forse solo più insicuri, stressati e diffidenti: così l’amore e la vita di coppia perdono appeal.

Una mancanza di stabilità che si accompagna a richieste molto pesanti da parte delle aziende, che spesso non lasciano abbastanza spazio per costruirsi una vita sociale fuori dall’ufficio. 

Le donne hanno un motivo in più per svicolare dai fidanzamenti troppo precoci: il “maternity harassment”, ovvero la predisposizione delle donne incinte a subire pressioni da famiglia e colleghi perché si ritirino e si dedichino alla famiglia. Le donne sono incoraggiate a laurearsi e a trovare un impiego, ma ci si aspetta che una volta sistemate assumano il più consono ruolo di casalinghe. Non solo il lavoro domestico è ancora largamente a carico della donna, ma è spesso incompatibile con l’etica del lavoro giapponese, che dopo l’assunzione richiede una totale dedizione all’azienda.





Più che una rinuncia al sesso, sembra che sia in atto una rivolta contro le aspettative sociali. La ricaduta sul sesso è dovuta al fatto che uomini e donne si sentono instradati su due binari paralleli, che non hanno motivo di incontrarsi. Forse meno ore di lavoro e una divisione più equa dei compiti di cura potrebbero riaccendere la voglia di romanticismo, messa da parte per guadagnare più libertà.




Chiara Del Vecchio

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