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CURVY...a quale taglia corrisponde???

Sveliamo l'arcano che si cela dietro le etichette, reparti dei negozi con la scritta "CURVY". Chiariamo una cosa CURVY non vuol dire GRASSA...ma bensì formosa. Quindi se entriamo in un negozio e ci proviamo una maglietta catalogata per donne "curvy", non stupiamoci se ci andrà stretta portando una taglia 52. La taglia emblema di questa parola che fa arrabbiare molte donne, la possiamo riscontrare nella 44/46...sempre in base all'altezza e a come è suddiviso il peso nelle varie parti del corpo.   Definire misure fisse è impossibile, perchè dipende dalla propria altezza e misura di seno. Se pensiamo che Sara Affi Fella l'ex tronista di Uomini & Donne, ha partecipato a Miss Italia con la fascia "Curvy". 
Cosa che fa sorridere dal momento che indossa una taglia 40. Ma avendo un seno grande è stata "catalogata" come formosa. Esilarante se pensiamo che nello stesso anno troviamo la sensuale italopersiana Silvia Salemi, partecipante tagli…

Principali differenze tra cosmetici naturali e industriali


È salutare utilizzare i cosmetici da banco o da supermarket? Molti scelgono i prodotti biologici, ma quali sono le sostanziali differenze e i benefici? A guidare il mercato ci sono sempre i brand famosi, capaci di considerevoli investimenti di marketing: difficile far uscire dal top-of-mind marchi celebri nel mondo, né convincere i consumatori dell’efficacia di prodotti biologici e cosmetici naturali dal packaging meno appariscente e dal nome meno altisonante. Però, spesso i produttori di questi ultimi hanno una qualità più alta, dovuta all’uso di ingredienti naturali e a processi di lavorazione attenti e cruelty-free. Ecco le 5 principali differenze tra prodotti naturali e industriali: 
 1) Gli ingredienti di base 
Come è ovvio, la prima differenza sostanziale riguarda le materie prime. Infatti, nei cosmetici industriali si usano molecole chimiche: queste vengono accuratamente mixate per ottenere l’effetto desiderato, ma anche dosate in modo tale da garantire dei valori aggiunti, ad esempio una consistenza non oleosa o un buon profumo. Nei cosmetici naturali, invece, i principi attivi provengono dalle piante e dai minerali: questo implica una consistenza e una profumazione “obbligate” a seconda che si tratti di Aloe Vera, Rosa Mosqueta, agrumi o argilla verde, e gli effetti saranno quelli tipici del composto naturale specifico; 
 2) I test preliminari 
Il dibattito è acceso, soprattutto in materia di test sugli animali. Per fortuna, questa pratica è sempre meno utilizzata anche dai grandi brand, sebbene purtroppo alcuni ancora li effettuino. I produttori di cosmetici naturali, invece, hanno generalmente un approccio etico, sia per una scelta di coscienza, sia perché il dosaggio e il mix di principi attivi derivanti da piante e minerali è più “semplice”, più noto e potenzialmente meno allergenico; 
 3) La lavorazione 
Il processo produttivo industriale è meccanizzato e automatico: dopo gli studi di laboratorio, gli elementi chimici vengono mescolati attraverso macchinari di precisione. La lavorazione del prodotto biologico e naturale, invece, guarda più alla medicina tradizionale e all’erboristeria che non alla chimica, con la volontà di trattare gli ingredienti base il meno possibile, per conservarne inalterate le proprietà benefiche; 
 4) Gli effetti 
Non vogliamo demonizzare i cosmetici industriali: molti brand li producono con attenzione e garantiscono risultati reali in tempi brevi. Tendenzialmente, però, producono un miglioramento rapido e immediato, che dà al consumatore la percezione della sua efficacia, per poi arrestare il processo. Al contrario, prodotti bio e vegetali attaccano il problema – inestetismi della pelle, macchie, cellulite o altro – con meno aggressività iniziale ma più costanza nel tempo, generando un miglioramento meno immediato ma più duratura e, alla lunga, più visibile; 
 5) Lo smaltimento 
Non sempre si presta attenzione a dove si buttano i cosmetici. La verità è che quelli industriali contengono composti chimici e, pertanto, dovrebbero essere smaltiti come i medicinali, perché risultano dannosi se dispersi nell’ambiente. invece, è evidente che una crema a base di arnica, menta o aloe ha un impatto minore sulla sostenibilità ambientale. Spesso anche il packaging delle case di produzione naturali è ottenuto da materiali riciclato, per un’eco-compatibilità ancora maggiore. “Utilizzare prodotti naturali è una scelta etica e di salute – commenta Domenico Materia, CEO di Relessere.it, portale specializzato che rivende cosmetici e integratori naturali – incentivare la produzione e la vendita di questo genere di referenze rispetto a quelle chimiche e industriali genererebbe un vero circolo virtuoso di consumo più informato e green”.

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