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SWEATCOIN: APP CHE FA GUADAGNARE O TRUFFA?

 SWEATCOIN...E' DAVVERO L'UNICA APP CHE TI PERMETTE DI GUADAGNARECAMMINANDO O E' SEMPLICEMENTE UNA TRUFFA?

NOTIZIA BOMBA! L'ESCLUSIVA NOVITA' DEL MOMENTO. Scopriamo insieme i segreti dell'App più scaricata del mondo. (Se volete potete GRATUITAMENTE scaricare l'app cliccando sul link seguente swcapp.uk/hi/ideebeautyredazione )  Iniziamo con il dire che "Sweatcoin", ovvero "soldisudati", nasce in Inghilterra circa 2 anni fa, ma solo negli ultimi 3 mesi ha fatto il giro del mondo, spopolando anche in Italia.  Usando questa App è possibile guadagnare semplicemente camminando, accumulando così questa moneta virtuale, sweatcoin per l'appunto. Ma attenzione, diversamente da altre applicazioni, qui contano solo i passi in strada, all'aperto. Difatti è necessario attivare il GPS per far funzionare il programma. Ripetiamo...NON E' UN CONTAPASSI! Quindi non vengono presi in considerazione scale e trasferimenti da un ufficio all'altro d…

Kate Upton sulla cover di Vanity Fair per celebrare il 100esimo anno della rivista


In Italia, Vanity Fair ha appena festeggiato i suoi 10 anni, ma negli USA quest'anno sono 100 le candeline da spegnere per la celebre rivista. Vanity Fair festeggia l'ambito traguardo mostrando sulla  copertina di Ottobre la giovane modella Kate Upton. 
La bellissima modella Kate, eletta top per l'anno 2013, regge in una mano una torta con una candellina accesa, indossa un body di raso avorio che mette in risalto il suo generoso decollete. Capelli biondi con morbidi boccoli lasciati cadere sulle spalle, rossetto rosso, sguardo intenso e due preziosi orecchini di diamanti ai lobi. La provocante Kate celebra il primo secolo della rivista  e ammalia tutti, ricordando per un giorno l'icona di bellezza e sensualità Marilyn Monroe. 
"In un'epoca dove nulla sembra durare, non certo le convinzioni e perfino le citta', un centenario come quello di Vanity Fair fa meravigliare del semplice concetto della longevita'", ha commentato il direttore della rivista Graydon Carter: "I magazine hanno ossa, gli immutabili elementi che danno struttura alla creativita'. Oggi Vanity Fair e' diversa da come era allora, ma sono certo che se il suo primo direttore Frank Crowninshield potesse vedere questo numero ci troverebbe un Dna comune. Saprebbe subito quel che ha per le mani".

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